Malati di mente ai ceppi: Grégoire
e l'associazione Jobel insieme per salvarli
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Dal 1994
a oggi molte cose sono state fatte e alcuni importanti cambiamenti
sono in atto: oggi i
centri
in
funzione
sono diversi
e nella sola Bouaké se ne contano quattro specializzati nella
riabilitazione dei malati mentali (Dar el Salam, Sessekro,
Kouassiblekro e Camp Perrier), uno che si occupa della prima
accoglienza nel quartiere di Nimbo con un ospedale annesso
gestito dalla St. Camille (l'Associazione fondata da Grégoire
stesso) e un Centro che opera all'interno dell'Ospedale Civile
di Bouaké; altri centri sorti sotto la spinta di Grégoire sono
quelli di Korhogo al Nord e di Bondoukou, ancora alla ricerca
disperata di fondi per il completamento delle strutture di
base (wc, refettorio, dormitorio), quest'ultimo sotto la guida
di Padre Giacomo Bardelli della Società Missioni Africane,
rientrato in Italia solo la scorsa estate. Inoltre altri due
progetti sono da poco stati avviati ad Abidjan, la capitale,
dove è stato acquistato un terreno, e a Porto - Novo nel Benin,
dove, grazie al sostegno del Vescovo locale, già a luglio 2004
sarà possibile festeggiare la benedizione della "prima pietra" del
nuovo centro di riabilitazione.
La filosofia dell'opera di Grégoire è quella che punta alla riabilitazione del malato attraverso il lavoro e l'acquisizione di competenze pratiche: a questo proposito sono stati predisposti dei terreni coltivati essenzialmente a manioca e dei mulini per la trasformazione dei prodotti agricoli, che impegnano i malati in attività produttive in grado non solo di garantire loro una forma di sostegno economico, ma anche capaci di responsabilizzarli e di ridar loro una dignità umana in quanto "utili".
Non solo: l'esperienza di isolamento vissuta dai malati che hanno subito l'incatenamento provoca in loro una sensazione di profondo abbandono, talvolta di colpevolezza, che sicuramente non facilita il reinserimento sociale. Così, uno dei principi guida del lavoro di Grégoire e dei suoi assistenti è quello di trasmettere ai malati l'affetto negato, di ricreare un ambiente familiare dove Grégoire è innanzitutto un "padre", le assistenti, infermiere, volontarie delle "madri" e gli altri ammalati dei "fratelli".
Con il passare degli anni moltissimi sono divenuti i sostenitori
di questo "Basaglia" africano, sia tra la popolazione ivoriana che in Europa.
In Costa d'Avorio l'attività dei centri è stata una delle pochissime realtà ad aver suscitato il rispetto delle truppe ribelli che con la guerra civile hanno preso controllo della regione Nord del Paese. In un momento così drammatico della storia ivoriana, il centro di Bouaké è divenuto
meta non solo di malati ma anche di profughi e disperati in cerca di protezione
e di cibo.
Tra settembre 2002 e aprile 2003 sono stati distribuiti diversi quintali di riso
al giorno, sempre continuando a prestare le cure essenziali ai malati del centro.
Tra innumerevoli difficoltà economiche ma anche un numero sempre crescente di sostenitori nel mondo, l'Associazione St. Camille de Lellis di Grégoire è riuscita ad estendersi fino alla capitale Abidjan e alla città di Porto - Novo
nel Benin, dove nuovi centri hanno preso vita.
A livello istituzionale, l'attività di Grégoire è stata anche applaudita a Trieste in occasione dell'assegnazione del Premio Internazionale "Franco Basaglia", attribuito proprio a Grégoire stesso nel 1998 per "l'esperienza più significativa nel campo della Salute Mentale" (è la dicitura utilizzata dal direttore generale dell'ASS n. 1 triestina, Franco Rotelli, che compare sull'attestato).
Come se non bastasse, numerose altre associazioni sono nate in Europa e in Canada
allo scopo di sostenere la sua attività a favore degli "ultimi tra gli ultimi": tra le altre, AIMA in Spagna, ACTA in Svizzera, La Clef in Francia e Jobel in Italia. Proprio quest'ultima, con sede a San Vito al Torre (UD), si occupa di coordinare l'aiuto delle citate associazioni europee, organizza la periodica spedizione di container a destinazione Bouaké contenenti medicinali, generi di prima necessità e tutto quanto risulti utile alle attività promosse da Grégoire, e programma interventi di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sul tema della salute mentale e della riabilitazione psico - sociale attraverso conferenze, dibattiti pubblici, seminari, proiezioni ecc… portando come esempio l'esperienza di Grégoire. In questo periodo, l'Associazione presieduta da Don Paolo Zuttion, per 11 anni missionario in Costa d'Avorio al fianco di Grégoire, si sta impegnando nella raccolta fondi destinata a sostenere l'ampliamento del centro di Bondoukou, la zona a più alto tasso di malati della Costa d'Avorio, con l'ulteriore obiettivo di contribuire allo sviluppo della nuova struttura beninese di Porto-Novo in vista dell'inaugurazione
di luglio.
Annalisa Lendaro, Associazione Jobel onlus
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