25 APRILE IN SANTA PACE
Il giorno dopo...

A Marco Paolini e a tutti gli altri che, visibili e no, hanno reso possibili questi nuovi “Comizi d’amore”.
Grazie per averci permesso anche quest’anno di partecipare. Siamo orgogliosi e felici di aver potuto dare il nostro contributo a questa bellissima iniziativa. Sono così pochi, oggi, i riferimenti sui quali si può contare e crediamo che occasioni come questa siano davvero un bene prezioso. Grazie anche per aver creato ancora una volta un’occasione per la gente di ritrovarsi, un’opportunità per affermare e gridare con forza che si è contro la guerra e l’ingiustizia e che si vorrebbe vivere in un mondo dove il rispetto per la vita e i diritti umani fosse davvero, ovunque, una realtà.
Appunti partigiani per non dimenticare, ma anche per ricordare che resistenza significa che c’è un filo che unisce il 25 aprile del passato con il presente e con il futuro, e che nonostante i tempi cambino e diverse siano le realtà, la voglia è quella di non smettere mai di lottare. Ognuno a modo suo, con le parole, con la musica, con l’ironia, con la presenza.
Alcuni di noi, oltre che musicisti, sono insegnanti, mestiere delicatissimo e difficile, come quello di genitore (e in questo ci riconosciamo in pieno nella bellissima lettera di Massimo Cirri). Educare al rispetto, alla tolleranza, allo stare bene insieme, trasmettere valori positivi, oggi è un’impresa pazzesca. Ti trovi a fare i conti con una realtà contraddittoria, se non, il più delle volte, in antitesi totale con quello che cerchi di comunicare. Ci proviamo comunque.
Ciao.
Trio Milonga - Marcella Renzo Camillo


25 aprile... un calcio alla solitudine, un abbraccio al coraggio, ai padri, ai figli, alle ragazze.
Un bacio appassionato.
Andrea Satta - Têtes de Bois


C’ero lo scorso anno, c’ero quest'anno. Credo proprio che ci sarò il prossimo. Grazie di tutto. Sul serio. Sono giornate indimenticabili per me: parole intelligenti, musica, risate (a volte liberatorie), un parco in un posto non comune e la sensazione di far parte di una famiglia dal sentire comune. Grazie di cuore.
Emanuele


Ciao,
ieri sera è stato molto bello.
Ottima l’organizzazione e bravi gli attori/musicisti.
Mi ha molto interessato la storia cronologica degli ultimi anni e se non ho capito male qualcuno ieri sera ha detto che era possibile recuperare il testo da internet. Non so se ho capito male, ho provato a cercare ma non ho trovato niente (devo ammettere che ho poca dimestichezza con il computer). Potete darmi una mano?
Grazie e complimenti per la serata
Eliana


Grazie a Marco Paolini e a tutti coloro che hanno lavorato per l’edizione 2003 di Appunti partigiani, per averci regalato una bellissima serata. Restiamo uniti e vicini perché mai nessuno osi toglierci questa nostra festa di memoria collettiva. Per nessun motivo. Al prossimo anno
Ciao
Marta


Ho voglia di ringraziarvi per quello che ho vissuto ieri sera.
Ero al mare per tentare di riprendermi dopo uno dei periodi più difficili e pesanti della mia vita. Il 25 mattina presto però sono partita. Volevo essere a Milano per ricordare, per esserci, per manifestare il mio dissenso per tutto quello che sta succedendo.
Il desidero era poi incontrare qualcuno che avesse il mio stesso linguaggio. A volte sembra di essere degli alieni. Intorno tutto sembra confondere le idee. Io ho 34 anni e quando ero piccola mio padre mi parlava dei valori della resistenza, scandalizzato che io a scuola non avessi imparato nulla sulla guerra e i partigiani. Io sono cresciuta, al di là di lui, provando un istintivo ribrezzo per tutto ciò che è fascista e ideologicamente legato alla destra, ma anche per tutto ciò che è fintamente di sinistra. Come è difficile spiegare cosa penso politicamente e socialmente, usando queste etichette così riduttive.
Io non lo so perché mi sento naturalmente vicina a Lella Costa e a Gino Strada. È così e basta. Quando ieri, seduta sul prato, ho ascoltato le parole “telefoniche” di Gino Strada e Vauro, mi sono profondamente commossa e mi chiedevo come fosse possibile che tanta gente non si accorgesse di che cosa stavano denunciando loro. Ho provato tenerezza quando Vauro ha parlato degli occhi dei bambini. Aveva una reale paura, io l'avvertivo molto bene, di strumentalizzare e banalizzare un dolore dignitoso e forte come quello dei bimbi.
Ho pensato ascoltandovi, che vale la pena di continuare a vivere e, in qualche modo, manifestare il proprio essere scandalizzati.
Non so poi chi ha recitato, con la chitarra quella bellissima canzone sui fratelli Cervi. Ringrazio pure loro perché è importante in qualche modo cercare di non dimenticare mai. Si intreccia la Resistenza di allora e di adesso, e anche quella di oggi è complessa e più massicciamente minata dall’interno.
Prima di venire all’ex Paolo Pini, ho avuto la brillante idea di andare a salutare i miei genitori, forse con il desiderio, in questo momento per me di profonda solitudine e fatica, di sentire riconoscere e parlare delle cose in cui credi, di riaccarezzare le tue radici. Non vi dico con che stupore ho ascoltato mio padre, uomo dotato di fine intelligenza, che dava ragione a questa guerra, assimilando la “liberazione dell'Iraq” da Saddam con quella dell’Italia dai fascisti. Tanta importanza quasi solo agli americani. E i partigiani? E ciò che sta succedendo ora? Dentro di me ho urlato. Con fare sicuro mi ha detto: “Io sono un uomo di sinistra ma sono anche un libero pensatore. Quando la destra dice qualcosa di giusto non vedo perché dovrei negarlo”.
Cieco pugno nello stomaco.
L’ho guardato pensando, nonostante la sua giovane età, a una arteriosclerosi nascente. Poi ho pensato che forse mi trovavo di fronte a un morbo più terribile: la martellante confusione che ci circonda e che fa leva sulle nostre private frustrazioni.
Naturalmente, per lui, uomini come Gino Strada sono invasati estremisti.
Era praticamente impossibile e inutile replicare.
In un attimo ho visto i libri religiosamente conservati, che mi ha fatto leggere da piccola (per fare un esempio Lettere di condannati a morte), sporcati e inficiati.
Ho raccolto i mie pezzettini e sono venuta ad Appunti partigiani. Per fortuna qualcuno non dimentica e molto semplicemente resiste e ricorda, con ciò che ha: la musica, il teatro, l’impegno.
Gli artisti veri in questo momento hanno un enorme importante compito etico di risveglio delle coscienze. Voi forse non riuscite a comprendere che portata abbia tutto questo e come si intreccino le singole piccole vite a quelle delle società. Voi non riuscite forse a immaginare come sia importante per me partecipare a iniziative come Appunti partigiani.
Io, come chissà quanti, donna milanese con discreti strumenti culturali, che fin da piccola, per la banalità del caso, si è trovata purtroppo a dover lottare per la propria sopravvivenza e per il proprio rispetto personale. Io donna stanca che ha visto confondere e inficiare il proprio mondo interno e il proprio mondo sociale.
Io che ho sentito nascere la voglia di partecipare, che ho cominciato in questi ultimi anni ad andare a convegni, incontri, manifestazioni, per dare sfogo al desiderio che rinascano alcuni valori e che non tutto vada a rotoli. Io che non riesco a identificarmi con nessun partito politico, con nessun movimento, ma che vorrei disperatamente fare qualcosa. Giro a vuoto e mi guardo intorno e non so dove fermarmi.
Per una persona come me, queste iniziative sono fondamentali. È come andare a fare un pieno di sacchetti di zucchero, da tenere dentro di sé.
Anche l’eticità interna va alimentata altrimenti,muore.
Ieri, mi sono un po’ ricaricata e, banalmente, grazie a voi, con la mia presenza, mi sembra di aver reso omaggio alla resistenza dei partigiani di allora, a quelli di oggi e, più banalmente, alla mia.
Grazie di cuore.
Laura


È il 25 sera. Sto lavorando e questa volta non sono potuta venire al Pini. Vi sto ascoltando e mi sento comunque con voi.
Vorrei che fosse ricordato, in questo venticinque aprile di resistenza chi, ancora oggi, paga con la vita la resistenza alla violenza, la richiesta di giustizia. Vorrei che fosse ricordata Rachel Corrie e anche l’altro ragazzo inglese, di cui ora non ricordo il nome, che, come Rachel, è stato ammazzato qualche giorno dopo in Palestina. Io non riesco a pensare a lei senza commuovermi e non riesco a guardare le immagini di questa strage senza piangere. Forse attorno a questo nome bisognerebbe fare qualcosa di più, lo dico a me, prima di tutto.
Vi abbraccio tutti.
Fausta
                                                                                            

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