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APRILE IN SANTA PACE
Comizi d'amore
{segue dall'homepage}
L’aria è cambiata, il primo Appunti Partigiani
nasceva da un impulso di reazione al silenzio, al fatalismo, alla passività
davanti a una vittoria annunciata della destra, che arrivò, ma
senza distacco, evidenziando un Paese meno prevedibile di quello descritto
dai sondaggi. Da allora il numero dei soggetti che fanno politica a
sinistra è aumentato e non si è fermato nonostante Genova.
Ciascuno di noi ha avuto molte occasioni di partecipare e creare movimenti,
di parlare, cantare o anche solo camminare nelle piazze che si sono
riempite in molte occasioni e in molte città. Al confronto di
quelle grandi mobilitazioni gli Appunti Partigiani sembrano, appunto,
un fatto privato. Non siamo diventati promotori di iniziative, non abbiamo
dato adesioni ne firmato appelli. Abbiamo sbagliato a non farlo? Forse,
ma questa iniziativa non ha organismi alle spalle, ne rappresentanti;
c’è un tavolo che si riunisce alcune volte all’anno
per sollecitare qualcuno a farsi avanti con gli altri, a dare il segnale
che si ricomincia, che si farà festa ancora il 25 aprile, per
quest’anno al Paolo Pini di Milano, per l’anno prossimo
vedremo.
Per molti artisti il 25 aprile è una data che si riempie facilmente
nel calendario, non è facile da un anno all’altro sapere
chi ci sarà, così si aspetta la fine dell’inverno
e si scrive una lettera.
Chi viene a far festa con noi e la Costituzione?
Di questo in fondo si tratta: di immaginare che ogni anno non sia la
ripetizione dell’anno prima. L’edizione 2002 aveva una scaletta
troppo lunga, diventa impossibile creare un ritmo interno che arrivi
dal palco alla platea se si spezzetta il tempo in siparietti tutti uguali.
Così crediamo sia giusto immaginare una scaletta che privilegi
la musica che può far ballare, le canzoni che si possono cantare,
la comicità che sappia nonostante tutto farci sorridere, ma senza
rinunciare a mescolare ancora i generi, gli stili e gli interpreti,
com’è caratteristico dal palco degli Appunti Partigiani,
e senza usare la solita ricetta.
Sceglieremo dei testi legati a questa stagione per far si che la festa
di liberazione sia occasione di testimonianza.
Lo scorso anno ci sono mancate molto le lettere di adesione che avevano
caratterizzato la prima edizione; quest’anno vorremmo partire
da lì.
Vi invitiamo a scrivere il vostro Comizio d’Amore per questo
25 aprile in santa pace.
È l’occasione per un’antologia di pensieri per qualcosa
e non solo contro qualcosa, che il sito di Appunti Partigiani pubblicherà;
è un’occasione per esserci e lasciare un segno anche se
non potremo essere tutti sul palco per impegni presi o per esigenze
di scaletta. Scriveteci poche righe se non vi viene di più e
segnalateci l’eventuale disponibilità anche alla partecipazione
diretta il 25 aprile 2003.
Nel preparare il programma (che sarà un po’ più
breve degli altri anni con inizio posticipato e finale anticipato) cercheremo
di immaginare non solo numeri e brani, ma anche alcuni momenti corali
di canti e letture accompagnati da musiche.Questa descrizione un po’
generica evoca certe liturgie pedantine…, niente paura, ogni festa
ha una sua liturgia, e se è viva anche la retorica è sopportabile;
se non vive non c’è retorica che basti a tenerla su.
Sarà forse un 25 aprile di guerra, per noi la cosa si può
far comunque, è una festa, non una mobilitazione, durerà
anche quando l’aria sarà cambiata con le guerre e con le
paci che verranno.
Per chi non ci potrà essere quest’anno non mancherà
l’occasione di ritrovarsi ancora.
Sani, ci servite sani, restate sani.
Con affetto
Marco Paolini per Appunti
Partigiani
PS: ad Aversa il numero era (in assoluto) circa 6-7 volte più
piccolo che a Milano, ma per tutti noi che c’eravamo, restano
tantissimi.
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